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Piazze e Chiese

 

Piazze

 

Piazze 01 p

Chiesa dei Santi Maurizio e Lazzaro



Recovato

 

Per quanto riguarda l'etimologia della denominazione di questa chiesa è opinione diffusa che essa dia derivata dal Console Irzio che combattè contro Antonio Stazio presso Modena.

Gli storici romani scrivono che il Censore Torquato aveva fatto in queste zone dei triceramenti per raccogliervi i feriti. E' assai probabile quindi che dal nome del console, tradizione in seguito alterata dal censore, si appellasse il luogo.

Nelle antiche memorie si trova indicato con Hirquato, po Jrquato e Yrquato quindi Arquato. L'attuale denominazione fu stabilita da un sinodo Nonantolano tenutosi nel 1688 dal card. De Angelis, allora abate.

Per quanto riguarda la primaria erezione della Chiesa non sono giunte notizie ma si sa che anticamente esisteva nelle Diocesi di Modena e solamente nel 1568 passò a quella di Nonantola. Furono eseguiti a varie riprese parziali restauri fino a quando nel 1747 Carlo Piccioli fece erigere a sue spese l'ara principale e il tabernacolo con due chiavi (una in argento, l'altra in ferro). Nel 1756 un certo Carlo di cui si ignora il cognome donò denaro sufficiente per la costruzione della Cappella del Rosario.

Il piu' importante intervento si deve al parroco Don Antonio Soli che nel 1763 edificò l'intera volta. L'interno della chiesa è a volta sostenuta da cinque arcate; la cappella Maggiore si presenta bassa in proporzione al corpo dell'edificio, si conclude in un coro semicircolare dove è posta la tela raffigurante San Maurizio. Il dipinto venne donato dal Conte Lucio Bardi nel 1741. Due cappelle laterali formano il rimanente corpo della Chiesa. Sopra la porta d'ingresso si conserva nella cantoria un piccolo organo del bolognese Guarmandi.




Piazze 02 p

Chiesa di S. Bartolomeo



Manzolino

 

L'antico castello di Manzolino era posto sotto la tutela della Chiesa di San Bartolomeo che controllava anche la Chiesa di S. Prospero. Dai documenti risulta che già ai tempi della Donazione del Duca Orso (753) il castello era di sufficiente estensione ed è perciò probabile che avesse una chiesa propria.

La sua esistenza risulta con certezza solo nel 1118 grazie alle testimonianze esaminate dal Tiraboschi. A G.Antonio Vassi Petramellara si deve la demolizione della vecchia chiesa e l'edificazione dell'attuale terminata nel 1608 e consacrata come ricorda la lapide commemorativa l'anno seguente dal vescovo Segni.

La facciata venne rifatta nuovamente verso gli anni '30 dell'ottocento dal parroco Gaetano Brizzi su disegno dell'ingegnere Luigi Gamberini di San Giovanni.L'interno si presenta con soffitto a travi riquadrati ed è dotato di cinque cappelle. La pala d'altare di San Bartolomeo è della scuola del Sammachino.

Le cappelle minori sono intitolate alla B.V. del Rosario, S.Antonio Abate, Ss Crocefisso, S.Lucia. Il Battistero, rinnovato anch'esso, conserva una croce di Caravacca in argento portata dalla Spagna da D. Domenico Laffi. Il campanile fu costruito nel 1600 dall'Arciprete Mengoni con il materiale della torre e delle mura di Manzolino allora abbattute; al suo interno campane fuse da Giuseppe Brighenti e collocate dall' Arciprete Malaguti.




Piazze 03 p

Chiesa di S. Filippo e S. Giacomo



Panzano

 

La chiesa di S.Filippo e S. Giacomo è situata nel centro storico della località Panzano, adiacente al Castello Malvasia.

La chiesa attuale è stata edificata nel 1880 sui resti di precedenti luoghi di culto quali : l'antica chiesa romanica, citata per la prima volta in un documento di Ottone I nel 962, e la chiesa del 1787, demolita e quindi riedificata proprio nel 1880.

Nel piano di fondazione della canonica e nell'area adiacente la chiesa si trovano ancora i resti dall'antica chiesa del Mille. Sull'altare maggiore si nota il dipinto del pittore modenese Sola, raffigurante San Filippo e San Giacomo. Annesso alla chiesa è il campanile a pianta quadrata e la canonica.




Piazze 04 p

Chiesa di San Giacomo



Castelfranco Emilia

 

La chiesa di San Giacomo è situata lungo il lato meridionale della via Emilia nel centro del paese, tra via Zanasi e via Tarozzi.

Dal 1532 al 1796 la parrocchia fu affidata alla cura dei frati agostiniani (ad essi si deve l'introduzione a Castelfranco del culto del frate agostiniano San Nicola da Tolentino) per poi essere affidata al Clero Secolare dopo il periodo napoleonico.

In più occasioni la chiesa è stata oggetto di restauri, uno dei più recenti è quello della facciata avvenuto nel 1910. Rimasta chiusa per diversi anni a causa dei danneggiamenti causati durante la seconda guerra mondiale, fu poi riaperta nel 1971. La chiesa, grazie all'unica navata e alle colonne corinzie, si presenta all'interno sobria ed essenziale. Sugli altari laterali sono collocate varie opere pittoriche e scultoree, di ottima fattura è l'olio su tela della pittrice bolognese Elisabetta Sirani, firmato e datato 1665, rappresentante la Beata Vergine di Loreto con i Santi.




Piazze 05 p

Chiesa di S. Giacomo



Piumazzo

 

La chiesa risale, nella sua forma attuale, ai primi anni di questo secolo: la costruzione avvenne in pochi anni dopo aver demolito la chiesa precedente, di impianto romanico, che sorgeva con disposizione leggermente diversa.

Sembra che la vecchia chiesa esistesse già nel 1213, cioè al tempo della fondazione di Castrum Plumacium, ma è documentata con certezza solo dal 1233 e risultava annessa ad un ospitale. La prima immagine della chiesa si trova invece in un disegno del 1578 del Gozzadini.

Verso la fine del '700 il complesso subisce l'influenza dello stile tardo barocco. La chiesa attuale è di stile neo romanico con la presenza di elementi stilistici gotici e pure bizantini che si possono apprezzare soprattutto guardando il retro della chiesa.

La pianta di S.Giacomo è a croce latina con abside profonda, mentre il campanile a pianta quadrata è esempio di architettura del XVIII secolo. Ambedue gli immobili conservano memorie del complesso originario del XIII secolo. Nella facciata principale della chiesa, sulla sinistra, è incassata un'epigrafe latina di epoca romana imperiale.




Piazze 06 p

Chiesa di S. Giovanni Battista



Gaggio

 

Della Chiesa di S.Giovanni Battista si hanno notizie certe a partire dal 1789, anno in cui secondo un documento della parrocchia, la chiesa venne restaurata.

In alcune lettere della metà dell'800 si segnala già lo stato di degrado della chiesa: l'unico elemento architettonico meritevole, per quei documenti, sembrava essere la cappella maggiore. L'attuale edificio venne pertanto ricostruito dalle fondamenta con eccezione appunto della cappella maggiore.

La chiesa oggi è costituita da un corpo ad unica navata con copertura a capanna, cappelle laterali ribassate e abside semicircolare. La facciata esterna della chiesa arricchita da elementi architettonici di gusto neoclassico presenta eleganti lesene e cornici che spartiscono il paramento esterno realizzato in mattoni a vista; al centro è un portale con un'architrave modanato.

Nel frontone triangolare compare una formella a bassorilievo in terracotta e il triangolo con raggi simboleggiante l'occhio divino. L'interno della chiesa è a volta a botte e a cupola emisferica con pennacchi nel presbiterio. L'abside semicircolare è voltata con una calotta. Accorpato alla canonica, sui lati nord ed est e sul lato sud alla chiesa si erge il campanile avente : cella a pianta quadrata aperta da finestre ad arco, cornicione terminale modanato, pinnacoli di coronamento e guglia ottagonale.




Piazze 07 p

Chiesa di S. Maria



Castelfranco Emilia

 

La più antica chiesa di Castelfranco è S. Maria, il cui impianto sembra essere stato costruito insieme al castello. Inizialmente assoggettata a S.Giovanni in Persiceto, nel 1578 fu elevata al grado di arcipretura e vicariato con giurisdizione su varie parrocchie.

Il campanile fu costruito all'inizio del 1600 a seguito di un ampliamento della chiesa. Essa contiene varie opere di notevole pregio, tra cui un dipinto commissionato dall'arciprete Don Masini, nel 1626, a Guido Reni. L'opera, raffigurante l'Assunta, è oggi collocata nell'abside.

Tra i capolavori ricordiamo inoltre la statua del protettore di Castelfranco E. S Donnino, un dipinto raffigurante S. Barbara (donata dai Bombardieri del Forte Urbano nel 1633) attribuito al Guercino, un'opera del pittore Angelo Gessi ed una dell'artista Prospero Fontana.

L'edificio, che nel 1704 presentava un'unica navata, ha subito negli anni numerosi lavori di ampliamento che hanno portato, alla fine del 1800, alla costruzione di tre navate e l'eliminazione di un portico nella parte verso la via Emilia.

Ulteriori lavori di restauro, questa volta sulla facciata, furono condotti dall'architetto Collamarini di Bologna, a cui seguirono quelli della volta del campanile nel 1921 e quelli della pavimentazione nel 1924.




Piazze 08 p

Chiesa di S. Maria della Neve



Rastellino
 

La chiesa di S. Maria situata in località Rastellino venne edificata nel 1884, all'incirca nei pressi dell'antico castrum medioevale (Rastellioro), oggi individuabile dai resti di motta sul territorio vicino alla chiesa e al cimitero e dalla cartografia antica.

Essa rappresenta un buon esempio di architettura neoclassica minore. Da un punto di vista ambientale la chiesa, il campanile e la canonica costituiscono un gruppo di edifici che ben è inserito nell'ambiente circostante. Di notevole interesse artistico e archeologico è il capitello romano in marmo, di pregevole fattura, usato all'interno come fonte battesimale.




Piazze 09 p

Chiesa di S. Pietro



Riolo

 

La Chiesa di Riolo, da semplice Cappella quale era nel 1039, salì presto al grado di Parrocchia. Da un libello del XIII sec risulta che i monaci nonantolani pretendevano, pare senza esito postivo, il patronato della Chiesa di Riolo e di altre del distretto Persicetano.

Nell'elenco delle Chiese Bolognesi del 1378 Riolo è segnato come Parrocchia soggiacente al Plebanato di San Giovanni in Persiceto dal quale fu tolto dopo il 1578 dal Cardinale Arcivescovo Paleotti che lo sottomise a Santa Maria di Castelfranco.

La Chiesa ha ora tre altari, il maggiore dedicato a S. Pietro Apostolo il cui quadro è di autore ignoto. All'interno dell'edificio degno di nota sono una statua della B. V. del Rosario intagliata in legno duro ed un Crocefisso lavorato in stucco. L'organo è stato realizzato dal Traci, la Via Crucis composta da incisioni e cornici dorate fu donata nel 1846 dal parroco Benazzi, a cui si deve anche un intervento di restauro dello stesso edificio. Antichissimo il Battistero. Nel 1770 il parroco Giacomo Corolupi rifece la canonica a sembianze di casino.




Piazze 10 p

Piazza Garibaldi



Castelfranco Emilia

 

Già dalla sua fondazione Castelfranco Emilia, caratterizzata da un tessuto urbano composto da isolati tutti uguali, era priva di una vera e propria piazza (anche il mercato, almeno fino al 1400, si svolgeva "extra catrum").

Per molti secoli fu la Via Emilia a svolgere funzioni di spazio aperto, delimitato com'era da edifici lungo i suoi lati. E' solo nel 1780 circa, che compare uno spazio definito come "piazzale scoperto", che occupava metà dell'attuale piazza Garibaldi.

L'altra metà era occupata dall'Oratorio di S. Giuseppe e dal cimitero annesso (chiusi al culto nel 1796 con l'arrivo a Castelfranco dell'esercito napoleonico). Alla fine dell'Ottocento l'abbattimento dell'Oratorio e la scomparsa del cimitero portò al raddoppiamento della piazza in lunghezza ( circa 20 metri per ottanta).

La così denominata "Piazza Garibaldi" si arricchì nel 1886 di una fontana pubblica detta "Fonte Garibaldi", progettata dall'ingegnere Modoni. Fu quindi solo sul finire dell'Ottocento che si configurò come vuoto urbano dalle dimensioni e caratteristiche attuali. Nel corso degli anni continue furono le modifiche a cui sono stati sottoposti gli edifici adiacenti alla piazza..




 

 

 

 

 

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