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Rumore

 

Caratteristiche fisiche del rumore

Come tutti i fenomeni fisici ondulatori, i parametri più importanti che caratterizzano un suono sono l’ampiezza e la frequenza dell’onda. Sinteticamente si può dire che mentre l’ampiezza dell’onda caratterizza il livello del suono che si percepisce, la frequenza è la tonalità (le basse frequenze sono proprie dei toni gravi, al contrario della alte che sono proprie dei toni acuti).
Perché un suono sia percepito dall’orecchio deve avere caratteristiche ben definite di frequenza e pressione (ricordiamo che le onde sonore sono variazioni di pressione dell’aria). Il campo di frequenze dell’udibile è compreso tra i 20 e i 20.000 Hz (gli Hertz sono il numero di cicli dell’onda per secondo). Al di sopra dei 20.000 Hz si estende la banda degli ultrasuoni, mentre al di sotto dei 20 cicli al secondo gli infrasuoni. Tra il valore minimo di pressione percepibile dall’orecchio detto anche soglia di udibilità ed il valore massimo, o soglia del dolore, la pressione varia circa 1000 miliardi di volte (1013). L’escursione lineare molto ampia ha fatto sì che per misurare il rumore venisse introdotta una scala di tipo logaritmico che adotta come unità di riferimento il decibel (dB), dove 0 dB è la soglia dell’udibile e 140 dB la soglia del dolore.

Le proprietà matematiche di una funzione di tipo logaritmico, portano ad alcune interessanti considerazioni che ci serviranno per valutare al meglio i livelli di rumore rilevati in città. Dimezzare il rumore corrisponde ad una diminuzione del livello sonoro di "soli" 3 dB, viceversa raddoppiare la sorgente equivale ad un incremento di 3 dB (questo spiega come mai tra i criteri valutativi previsti dalle leggi ricorra anche il valore dei 3 dB). Al lato pratico e semplificando un po’, se 90 dB equivalgono al rumore di un treno che transita in stazione, 99 dB sono uguali al rumore di 8 treni che entrano simultaneamente in stazione e 111 dB a quello di 128 treni. Oppure, potrebbe essere che l’interposizione di una barriera antirumore lungo una tangenziale percorsa da 2000 veicoli all’ora ottenga un’attenuazione in un’abitazione di 6 dB; ciò corrisponde alla percezione in quell’abitazione del livello di rumore prodotto da 500 veicoli all’ora. Se poi la strada viene trattata con asfalti fonoassorbenti che possono attenuare ulteriori 3 dB, il rumore percepito è quello di 250 veicoli.

Definiamo da ultimo il "Livello continuo equivalente ponderato A" (LeqA) in quanto è il parametro a cui fanno riferimento le leggi che regolamentano l'inquinamento acustico.

L'orecchio umano "seleziona" le frequenze che percepisce. Ha un alto rendimento nella fascia tra 2 e 5 KHz, che comprende parte delle frequenze del parlato e della musica, mentre ha un basso rendimento alle frequenze molto elevate o basse. Pertanto ai fini della valutazione del disturbo da rumore, il legislatore ha ritenuto di dover utilizzare il "filtro di ponderazione" denominato "A" che consente ai fonometri (strumenti che misurano il rumore) di comportarsi come l'orecchio umano "medio". Un rumore reale non ha mai un andamento regolare in ampiezza e frequenza. Il Livello equivalente (Leq) è la media energetica dei livelli istantanei di rumore rilevati durante l'intervallo di tempo prefissato, cioè permette di caratterizzare con un solo dato un rumore variabile. Valori di rumore espressi con il Leq in dBA rappresentano pertanto l'energia sonora mediata in un determinato periodo di tempo, strettamente correlabile agli effetti che può avere sull'uomo.

 

Effetti del rumore sull'uomo

Gli effetti sull’uomo variano in relazione alle caratteristiche fisiche del rumore (frequenza, livello, ecc.), ai tempi ed alle modalità di esposizione del soggetto ricevente, nonché alla specifica risposta del soggetto. Ricordando che per rumore si intende un suono che incide negativamente sul benessere psicofisico dell’individuo, gli effetti sono classificati in danno, disturbo e fastidio. Per danno si intende una qualsiasi alterazione più o meno grave, ma non reversibile; mentre si definisce disturbo una modificazione temporanea delle condizioni psicofisiche. Il fastidio è descritto in letteratura come "un sentimento di scontentezza riferito al rumore che l’individuo sa o crede che possa agire su di lui in modo negativo", provocando irritazione, stanchezza, insonnia, mal di testa.
Esistono effetti di tipo specifico a carico degli organi dell’udito. Tra i più noti, l’innalzamento temporaneo della soglia uditiva o temporary threshold shift, corrispondente ad un’attenuazione perfettamente reversibile dell’udito e gli acufeni (ronzii o fischi nelle orecchie). Si verificano quando si è esposti a livelli sonori superiori agli 80 decibel, ad es. dopo una serata in discoteca o dopo un concerto con musica amplificata ad alto volume; di solito scompaiono dopo una notte di "riposo uditivo". Nel caso in cui l’esposizione a rumori elevati si prolunghi nel tempo, l’effetto può divenire progressivo provocando danni irreversibili come ad es. l’ipoacusia (indebolimento dell’udito) sino alla sordità. Purtroppo la maggior parte delle persone se ne accorge quando il danno è ormai grave e crea dei problemi di comunicazione. L’innalzamento temporaneo, la sordità e l’ipoacusia sono rilevabili attraverso un semplice esame non invasivo: l’audiometria. Il paziente viene fatto sedere in una cabina silente (camera insonorizzata perfettamente isolata e dotata di un vetro sigillato con cui comunicare visivamente con il medico) e riceve in cuffia una serie di impulsi sonori a diverse frequenze e diversi livelli in decibel, prima in un orecchio e poi nell’altro. I risultati di quello che percepisce vengono riportati in un grafico chiamato audiogramma.
Si parla di effetti di tipo non specifico o extrauditivi, quando il rumore agisce sul resto del corpo umano: sul sistema nervoso, sulla psiche, sul sistema endocrino, circolatorio, respiratorio, muscolare e digerente con effetti psicosomatici su organi bersaglio. Praticamente il rumore è come un fattore di stress che mette in moto i meccanismi di difesa dell’organismo (accelerazioni del battito cardiaco e modifiche del ritmo respiratorio); se lo stimolo rumoroso persiste e le difese dell’organismo si abbassano, possono instaurarsi vere e proprie malattie psicosomatiche come l’innalzamento della pressione, acidità di stomaco, emicranie, insonnia, con ovvie ripercussioni negative sulle relazioni sociali
Occorre però tenere presente che mentre il danno uditivo è strettamente legato all’energia sonora che colpisce l’orecchio, le patologie extrauditive non sono immediatamente correlabili con l’esposizione a rumore, dato che le crisi possono venire determinate anche da altri fattori, soprattutto in soggetti predisposti.
Dalle rilevazioni fonometriche effettuate nella nostra città negli anni scorsi, è emerso un livello di rumorosità ambientale, quantificato dal LeqA, intorno ai 70 - 75 dB diurni nei pressi delle strade ad alto traffico ed imputabile appunto al traffico veicolare. Livelli di rumore come questi possono generare fastidio o disturbo, ma non hanno effetti lesivi specifici ben evidenziabili a carico degli organi dell’udito.
Il danno, inteso come lesione permanente agli organi dell’udito, si determina invece quando si è esposti a livelli di rumore superiori ad 85 dB per tempi prolungati e continuati, come ad es. in ambienti di lavoro non bonificati. In tale ambito operano in tutta autonomia i servizi preposti dell'Azienda USL (Servizi di Prevenzione e Sicurezza in Ambienti di Lavoro) che da anni -con i sindacati- perseguono la politica delle bonifiche e delle protezioni.

 

Nel territorio di Castelfranco Emilia è stata istituita la zonizzazione acustica definitiva in base al DPCM. 1/03/91 e alla legge quadro 447/95 e relativa gestione e collaborazione con gli altri servizi comunali per l’elaborazione e la gestione del successivo piano di risanamento acustico previa campagna di rilevamento dell’intensità acustica.

Attuazione degli adempimenti a seguito delle segnalazioni di attività rumorose disturbanti con richiesta di misure all’ARPA ed eventuale ordinanza ed assistenza alla vigilanza; istruttoria delle autorizzazioni in deroga. Collaborazione con il Corpo dei Vigili Urbani per l’applicazione del regolamento di polizia urbana sulle attività rumorose (rif. cartografia).

 

 

Scarica le planimetrie della zonizzazione acustica del territorio di Castelfranco Emilia (deliberazione di Consiglio Comunale n. 94 del 12.5.2011/elaborati costitutivi della seconda variante al poc - adozione)

 

 

 

Autorizzazione in deroga rumore per manifestazioni 

 

Dichiarazione sostitutiva Rumore

 

 

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