L'emblema urbano del paese.
Un chilometro di portici continui e compatti dal grande respiro
architettonico vivono in perfetta simbiosi con la Via Emilia, lungo
rettifilo che caratterizza l'immagine urbana del paese.
Come "un ritmico filare di alberi" i portici sono la
perfetta trasposizione della natura in architettura, nei quali
forte è il valore sociale e comunitario.
Caratteristici di altre città emiliane quali: Bologna, Reggio
Emilia e Forlì, essi nascono da condizioni genericamente
climatiche, da consuetudini sociali, ma principalmente da
un'origine costruttiva assai remota.
"La tradizione del portico, come ci insegna Andrea Capelli, si
origina dalla radice prima della tipologia architettonica edilizia
e urbana del portico stradale che sta proprio nella civiltà e
cultura primariamente presente in sito e che ha influenzato proprio
nellambito della diffusione della domus romana quel particolare
rapporto tra costruito e non costruito, cioè tra area privata
e pubblica" *.
Da sempre fortemente condizionato dalla struttura urbana del nucleo
abitato, il portico, fu costruito prima in legno (la genesi lignea
riguarda anche le abitazioni, che fino alla fine del XVIII sec.
furono costruite con questo materiale) poi in mattoni. Emblema
carattestico del paese, il portico è capace di sedurre e
affascinare non solo chi lo vive quotidianamente ma soprattutto il
viaggiatore, per l'apparente omogeneità e la composita
uniformità architettonica.
*Tratto da: Romano Gualdi, Gente e Portici. Luoghi per
l'immagine, Arteambiente Edizioni, Castelfranco Emilia (Mo)
1994