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Verifica preventiva dell'interesse archeologico (D.Lgs 50/2016)

 

 

 

La legge sull'archeologia preventiva (D.Lgs. 163/2006) prevede una procedura di valutazione dell'impatto di opere pubbliche sul patrimonio archeologico in sede di progetto preliminare.

E' stata successivamente aggiornata dall'art. 25 del D.Lgs 50/2016.

 

Secondo la normativa, nella prima fase della procedura le stazioni appaltanti hanno l’onere di trasmettere alla Soprintendenza competente la documentazione progettuale, corredata dalla relazione di verifica preventiva dell'interesse archeologico costituita dall'analisi della documentazione d'archivio, della cartografia storica e dalla interpretazione delle foto aeree, insieme ai dati rilevati sul terreno mediante una ricognizione di superficie, sull’areale in cui si concentreranno le opere in progetto.

 

In questa prima fase il lavoro svolto è di natura essenzialmente bibliografica e archivistica ed è volto ad evidenziare il grado di potenzialità archeologica per tale area, sulla base delle conoscenze attuali, che derivano da indagini non invasive. Questo lavoro prevede anche la consultazione della Carta di Potenzialità Archeologica, di cui il nostro Comune si è dotato. Qualora la Soprintendenza, dopo aver ricevuto questa valutazione preliminare, ravvisi l’esistenza di un interesse archeologico, potrà richiedere l’esecuzione di carotaggi, prospezioni non invasive o sondaggi esplorativi e, nel caso di ritrovamenti significativi, di estendere lo scavo all’intera area.

 

La procedura si conclude con la redazione della relazione archeologica definitiva da parte dell’impresa che ha eseguito le indagini, che dovrà contenere i risultati preliminari a cui si è giunti a seguito dello scavo archeologico, per la successiva autorizzazione da parte della Soprintendenza. Si aprono ora tre possibilità: nella prima lo scavo esaurisce di fatto il deposito archeologico, per cui si può passare alla fase attuativa dei lavori e alle successive attività di edificazione. Se invece, si evidenzia un complesso leggibile nella sua unitarietà ma scarsamente conservato, sono possibili interventi di reinterro o smontaggio e rimontaggio e musealizzazione anche in altra sede, secondo le prescrizioni della Soprintendenza, che potrà richiedere varianti progettuali. In caso di ritrovamento di un contesto di grande importanza storico-archeologica, da mantenere integralmente, la Soprintendenza potrà non approvare i lavori e apporre un vincolo all’intera area, al fine di preservarla. 

Con questa procedura è stato possibile indagare molti giacimenti archeologici di notevole rilevanza.

 

 

Consulta il D.Lgs 50/2016

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